lunedì 4 aprile 2011

Scende la notte sul NIGHT-O

Campionato Svizzero in Notturna - ME (carta di Matthias Merz)

Premetto che questo post non è ASSOLUTAMENTE una critica agli organizzatori dell'ultima Coppa Italia in Notturna che dicono essere stata tirata e divertente... ma ultima sembra proprio l'aggettivo più corretto dal momento che, se viene confermata la proposta FISO per il 2012, non esisterà più la Coppa Italia Notturna... Ora mi chiedo, saremo anche distanti milioni di anni luce dal livello della Svizzera, ma è mai possibile che in Italia non si riesca ad organizzare una gara notturna che sia di buon livello tecnico su carte tecniche, con partenza individuale? Per fortuna ci sono belle eccezioni come i Magredi e Sassofortino... però non si capisce perchè sto orienteering di notte metta tanta paura...

Coppa Italia Notturna - ME (carta di Emiliano Corona)

PS grazie a Matteo Sandri per il pensiero gentile

6 commenti:

Dario Pedrotti, trentino ha detto...

...e ci mancherebe pure che criticassi la gara di torcegno che si svolgeva mentre tu ti bollivi in sauna disertando il primo appuntamento annuale di coppia Italia...

Cosimo ha detto...

appunto, non mi permetto di criticare 1. perchè non c'ero 2. perchè chi ha corso mi ha detto che si è divertito...
però la carta e il tracciato parlano di uno standard italiano che potrebbe crescere... ho solo letto ora il post di Emiliano che condivide il mio pensiero...

zonori ha detto...

Personalmente non so se invidiare chi dice di divertirsi a disputare gare NAZIONALI come quelle di questo primo assaggio di stagione, o se mettermi a sorridere.
Una volta, ormai tanto tempo fa, per organizzare una bella gara nazionale, una cartina di 4-5 kmq. era il minimo per garantire una certa qualità e la soddisfazione dei concorrenti. Ora bastano un paio di francobolli da meno di 1 kmq. uniti da un prato e una strada e il gioco è fatto. Dimenticavo, il bosco però deve essere lento e intricato, TECNICO come si usa dire. Bisogna uscirne con le gambe e le braccia segnate, e magari con qualche caviglia gonfia. Che sui boschi ampi, veloci e puliti ci corrano pure gli Svizzeri e gli Austriaci! Ma del resto, cosa vuoi che ne capiscano loro di Orienteering ...

Emi ha detto...

Ebbene si! Diciamo che l'orientamento negli ultimi anni si è EVOLUTO, anche con una carta di 2 kmq (e grazie allo sport ident) si riescono a fare delle belle gare (logicamente se il tracciatore è all'altezza ...).

Personalmente preferisco le gare come quella corsa a Oltrebrenta, una delle più belle corse negli ultimi anni: sono TECNICHE perchè le linee di conduzione sono scarse, perchè la visibilità a tratti è veramente ridotta e perchè devi essere proprio un bravo orientista per trovare le lanterne (senso della distanza e della quota, uso della bussola fine, punto di arresto, cambio del ritmo, "errori controllati"...). C'è chi preferisce le gare "più facili", magari quelle dove puoi vedere fino a 100 m di distanza in bosco, dove una volta scelto se percorrere la strada di dx o la di sx puoi correre spensierato per 3-4 minuti fino all'evidente punto di attacco.

Ci sono boschi ampi, veloci e puliti (es. Monte Livata) che nell'immaginario sono il paradiso dell'orientista, ma io mi diverto cento volte di più correndo agli Altipiani di Arcinazzo, al Velo d'Astico o sulla carta di Oltrebrenta. E pazienza se braccia e gambe non mi permetteranno mai di sfilare in passerella: dopotutto ho scelto io di gareggiare in bosco tra spine, rami, zecche e sassi. Se avessi voluto mantenere la pelle liscia e vellutata mi sarai dato alla pista... ;-)

Semplicemente gusti diversi? Forse generazioni diverse? O saranno le caratteristiche fisiche e tecniche differenti? BOH.

Penso che l'importante sia variare, cercare di accontentare un pò tutti. E fondamentale è che l'organizzazione sia all'altezza dell'evento e che il tracciatore faccia un ottimo lavoro con la carta ed il terreno che ha a disposizione, proprio come è stato fatto in Valsugana lo scorso week end.

Anonimo ha detto...

Caro Emi, tu parli da Elite professionista dell'Orienteering e il tuo parere è sacrosanto, anzi è in linea con la direzione che il nostro Sport ha intrapreso, però ti faccio presente che l'agognata diffusione dell'Orienteering potrà realizzarsi solo se vengono soddisfatte le aspettative di molti, e non solo di pochi. Se agli atleti Elite piace, o meglio è chiesto, di correre tra spine, sassi e zecche, perchè proporre anche a ragazzini e supermaster le stesse cose? Se non sbaglio qualcuno ha scritto in un manuale di tracciamento (che evidentemente pochi consultano) che i migliori impianti sono quelli che possono proporre terreni adatti a tutte le categorie, quindi tosti per gli Elite, ma anche piacevoli e privi di insidie per i supermaster. E se questi terreni non li proponiamo per le nostre gare nazionali, quando li usiamo? Tu e molti altri vi sarete certamente divertiti a correre ad Oltrebrenta, io e molti altri no, per niente. Allora, domanda: perché deve divertirsi solo la metà dei partecipanti, quando ci sarebbe la possibilità di accontentare tutti? Io non ce l’ho con gli organizzatori della Coppa Italia di Oltrebrenta, sia chiaro, anche se chi chiede di organizzare una Coppa Italia a certe esigenze dovrebbe pur rispondere; ce l’ho con chi decide di assegnare gare nazionali senza neanche preoccuparsi di capire se quel terreno e quella cartina sono idonei a farci correre sia Emiliano Corona, sia Chiara Ramorino. Quando chiedemmo di organizzare i Mondiali Master 2004 (e tu eri fortunatamente nel mio staff), la IOF ci mandò 4 anni prima un delegato per verificare se a Marcesina ci potevano correre anche i novantenni. Pensi che a Oltrebrenta avrebbero acconsentito a farli correre? Ancora una volta la nostra federazione non riesce a comprendere che esiste una realtà agonistica (quella degli Elite degli Junior evoluti) e una realtà amatoriale, entrambe vitali per la nostra sopravvivenza, ma le quali esigenze sono DI-VER-SE. L’unica preoccupazione dei nostri attuali dirigenti è quella di diventare Federazione Nazionale; con questi presupposti? Con sistematiche discussioni, giustificazioni, deroghe, insulti (a quanto pare) che seguono ogni gara nazionale? Diventiamo persone serie, prima, poi vediamo se tra trent’anni Alessio, Klaus, Denis, Marco, Emiliano e altri avranno ancora voglia di correre in mezzo ai rovi, ai sassi e alle zecche!
Stefano Z.

Emi ha detto...

Ciao Stefano.

Sono certamente d'accordo con te che i ragazzi o le persone che si affacciano per la prima volta alle gare (esordienti, scuole, ...) devono avere dei tracciati idonei alle loro capacità e aspettative: non ho visto i percorsi, ma penso (spero) che domenica queste categorie siano rimaste per lo più lungo linee conduttrici o comunque nel bosco più pulito. Per le categorie master (fino alla M45/M50 ?) penso che i loro percorsi possano transitare anche in un bosco come quello di Oltrebrenta: certo, non è un terreno veloce e il fondo è spesso sconnesso, ma non è una carta improponibile. Per quel che riguarda i supermaster (dalla M50 in poi ?) sta nel tracciatore individuare le zone dove possono gareggiare e quelle che è meglio evitare: nessun organizzatore vuole che i concorrenti si facciano male o che "bollino" come improponibile per gare di livello nazionale un proprio impianto.

Comunque quello che volevo dire con il mio intervento è che tutti i tipi di terreno possono essere adatti, da Oltrebrenta a Livata, anzi è auspicabile che ci sia una varietà di terreni estremamente opposti e che nel corso dell'anno si possa correre su carte dove usare tecniche diverse e dove correre con velocità differenti.

Poi non penso sia una questione di differenza di pensiero tra elite e le altre categorie: ci sono anche "top elite" che amano terreni "facili" e veloci e master o giovani che amano terreni "più tecnici", comunque più lenti e con minor visibilità.

In generale concordo comunque con te che ogni impianto debba consentire tracciati adeguati alle diverse categorie: sta poi nel tracciatore riuscire a decidere una posizione "felice" per la partenza e valutare poi con attenzione dove far sviluppare i diversi percorsi.

Però ripeto, penso che alternare "boschi paradisiaci" come Livata a boschi "da cinghiale" come Oltrebrenta sia corretto e divertente: poi indipendentemente da tutto le diverse categorie devono avere percorsi adeguati (tecnicamente e fisicamente ...).

Questa è comunque una mia semplice opinione, non tanto da atleta professionista quanto da semplice orientista. Ci saranno poi atleti che condividono questa mia idea, altri invece che la pensano diversamente. L'orienteering in Italia è così vario che è impossibile non accontentare tutti!!! se pensi che c'è anche chi (pazzi) corre solo nei centri urbani... :-)